Tecnologie digitali per lo spettacolo - 2018-2019 - Modulo A - Laurea triennale

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Obiettivi: 

Il corso intende, da un lato, fornire allo studente le basi storiche, teoriche e metodologiche per la conoscenza e l’analisi delle tecnologie digitali dello spettacolo; dall’altro, si propone di coinvolgerlo attivamente in un’esperienza teorico-pratica da effettuarsi a conclusione del percorso cognitivo.

Risultati attesi:

Conoscenza e capacità di comprensione: Acquisizione delle competenze di base storiche, teoriche e metodologiche necessarie per leggere e comprendere l’introduzione e l’uso in forma sperimentale delle nuove tecnologie nello spettacolo teatrale dalla fine del XIX alla contemporaneità. Acquisizione di competenze di base su la nozione di analogico e digitale, con particolare attenzione all’uso delle tecnologie digitali nello spettacolo dal vivo.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Lo studente dovrà essere in grado di leggere e analizzare fonti, documenti, materiale iconografico e video comparandone il contenuto e/o l’immagine. Dovrà dimostrare di saper applicare le conoscenze acquisite per elaborare una corretta interpretazione storico-critica e metodologica delle poetiche e delle pratiche teatrali a supporto dell’uso delle nuove tecnologie nella rappresentazione teatrale. 

Autonomia di giudizio: Gli strumenti metodologici adottati nello svolgimento del corso svilupperanno nello studente una buona autonomia di giudizio critico, nei limiti delle sue conoscenze e competenze.

Abilità comunicative e capacità di apprendere: Lo studente dovrà essere in grado di comunicare quanto appreso durante il corso, utilizzando adeguatamente la terminologia scientifica appropriata.

Programma: 

Programma:

PER UNA STORIA DELLE NUOVE TECNOLOGIE TEATRALI DALLE ORIGINI AGLI ANNI TRENTA.

La prima parte del corso, di carattere propedeutico* e introduttiva, presenta in modo sintetico la storia dello spazio scenico soffermandosi, in modo particolare, sulle prime macchine teatrali ideate dagli antichi greci fino a quelle complesse e agli automi,  creati per le feste e le rappresentazioni teatrali da artisti come Brunelleschi, Leonardo da Vinci e Gian Lorenzo Bernini.

La seconda parte del corso è dedicata all’uso delle nuove tecnologie per la scena teatrale, introdotte nell’ultima decade dell’Ottocento grazie alla ricerca di danzatori e coreografi (Loïe Fuller e Aleksandr Širaev), pittori (Aleksandr Golovin), registi (Savva Mamontov) nell’ambito di quella sperimentazione sinestetica che originò la moderna regia e la coreografia. Durante gli Anni Venti e Trenta, che furono segnati dalla rivoluzione dei codici linguistici operati dalle Avanguardie storiche, per la scena teatrale furono utilizzati robot, pannelli mobili, proiezioni di film, proiezioni spaziali tridimensionali, tapis roulant, luci al neon, schermi di dimensioni diverse, sistemi di specchi, ecc. da registi (Erwin Piscator), da pittori-scenografi (George Grosz e Vasilij Kandinskij), coadiuvati da drammaturghi, musicisti, coreografi e architetti che, come Walter Gropius, progettarono nuove tipologie architettoniche per l'edificio teatrale o l’applicazione di moderne tecnologie per lo spazio scenico (Frederick John Kiesler).

Metodi didattici: 

Lezioni frontali accompagnate dall’ausilio di filmati on line, video, discussioni con gli studenti ed esperienze teorico-pratiche, realizzate mediante lavori di gruppo con ricerca di materiali in biblioteca e on-line, studio di testi e materiali audiovisivi, relazioni e esercitazioni individuali.

Metodi e criteri di verifica dei risultati di apprendimento:

La prova finale consisterà in un colloquio orale che verterà sugli argomenti trattati durante il corso e sui testi studiati dallo studente. Solo per i frequentanti è previsto un esonero al termine del corso. Sono considerati non frequentanti ovvero coloro che non abbiano seguito almeno il 70% delle lezioni. Saranno valutati per la definizione del voto in trentesimi il possesso di una padronanza espressiva e di un linguaggio specifico, la comprensione e rielaborazione personale degli argomenti trattati, le capacità di comparare dati, immagini, metodologie, l’originalità della riflessione e la dimestichezza con gli strumenti di analisi.

Testi adottati: 

A. Nicoll, Lo spazio scenico, Bulzoni Editore, Roma 1971 *(Nel caso si scelga di optare per il corso integrato da 12 CFU, il testo è da considerarsi come manuale di base per entrambe i moduli: Arti dello Spettacolo, modulo A +  Tecnologie digitali per lo Spettacolo, modulo B). 

DISPENSE con i seguenti contributi in elenco:

S. Carandini, La danzatrice è una metafora. Poesia del corpo e composizione mobile dello spazio nella danza di Loïe Fuller, in S. Carandini (a cura di), L’astrazione danzata. Le arti del primo Novecento e lo spettacolo di danza, in «Ricerche di Storia dell’Arte», n. 84, 1996, pp. 5-18.

Andrea Cawelti, The Stage as a Well-Designed House: Frederick Kiesler's Ideal Theatrein «Biblion» (The Bulletin of the New York Public Library), 3, n. 1 (Fall 1994), 111-139.

D. Gavrilovich, Nel segno del colore e del corpo. Il regista-scenografo Aleksandr Golovin. Sperimentazione e riforma nella scena russa dal 1878 al 1917, UniversItalia, Roma 2011, pp. 56-63; 117-121; 264-275.

D. Gavrilovich, Aleksandr Širaev e lo studio del movimento. Dalla danza all’invenzione del filmato d’animazione con marionette, in Trame di meravigliaStudi in onore di Silvia Carandini, a cura di P. Bertolone, A. Corea, D. Gavrilovich, Universitalia, Roma 2017, pp. 179-190.

J. Hahl Koch, Kandinsky, Fabbri, Milano 1993, pp. 303-307.

F. Mancini, L’evoluzione dello spazio scenico. Dal naturalismo al teatro epico, Dedalo ed., Bari 1975, pp. 197-201.

SITOGRAFIA da consultare:

https://www.youtube.com/watch?v=s61KGyYZSRo FULLER Violetta di parma (1896)

https://www.youtube.com/watch?v=TT45Jq2CT5c  FULLER Danza del fuoco (1905)

http://www.thedramateacher.com/erwin-piscator-multimedia-pioneer-for-the-theatre/

https://www.youtube.com/watch?v=i91adtvT2Ps Širaev e lo studio del movimento

https://www.youtube.com/watch?v=ZnFy8mDSmRI Širaev e l’animazione

http://www.arte.rai.it/articoli-programma-puntate/quadri-duna-esposizione/22233/default.aspx Kandinsky,

Quadri di un’esposizione

https://vimeo.com/59497126 Piscator-Gropius, Total Theatre

** Si consiglia ai NON frequentanti di contattare la docente, per concordare i testi da integrare a quelli presenti nel programma.

 

Inglese
Prerequisites: 

No pre-requisites

Aims: 

Educational objectives

The course aims to provide the historical, theoretical and methodological base to learn and study the digital technologies applied to the modern theatrical scene.

Expected results

In line with the educational objectives of the Study Program stated in the SUA-CdS (sections A.4.b.2, A.4.c), the training activity aims to provide the student with the following knowledge and skills:

·Knowledge and understanding of the application of new and digital technologies in the theatrical productions from the late 19th century to the contemporary era.

·Applying knowledge and understanding to the Performing Arts materials and documents, to their use in the cultural and educational fields, to their evaluation, preservatio, promotion as cultural heritage.

·Making judgements and communication skills using scientific terminology in the field of the Performing Arts.

·Learning skills: 

The learning skills will be enhanced also in view of research activities: the lessons will be carried out using different metodologies, and using scientificbibliography in the theatrical field in Italian and also in English or Russian. Supplementary activities will be included.

Programme: 

THE HISTORY OF THE NEW TECHNOLOGIES APPLIED TO THE PERFORMING ARTS: FROM THE ORIGINS TO THE THIRTY YEARS

The first part of the course introduces the historical topic of theater architectureand, in particular, of the first theatrical machines from the ancient Greeks to the modern era.

The second part of the course will focus on the use of new technologies for the theatrical scene in the last decade of the nineteenth century until the thirties of the twentiethcentury. In the theater the directors (like Erwin Piscator), the scenographers (like George Grosz and Vasilij Kandinskij), the architects (like Walter Gropius and Frederick John Kiesler) used robots, mobile panels, film projections, three-dimensional space projections, treadmills, lights neon, screens of different sizes, mirror systems, etc.

Methodologies:

Lectures accompanied by discussions with the students and theoretical-practical experiences, realized through group work with research of materials in the library and on-line, study of texts and audiovisual materials, reports and individual exercises.

Methods and criteria for evaluation of learning outcomes:

The final exam consists of an oral interview that will focus on the topics covered during the course. The teacher will evaluate how the student is able to express and use the specific language of the discipline, the skills of critical reading and personal re-elaboration, understanding and knowledge of the topics studied and methodologies.

Students, who will not be present at least 70% of the lessons, are considered non-attending.

 

Texts adopted: 

A. Nicoll, Lo spazio scenico, Bulzoni Editore, Roma 1971 *(Nel caso si scelga di optare per il corso integrato da 12 CFU, il testo è da considerarsi come manuale di base per entrambe i moduli: Arti dello Spettacolo, modulo A +  Tecnologie digitali per lo Spettacolo, modulo B). 

DISPENSE con i seguenti contributi in elenco:

S. Carandini, La danzatrice è una metafora. Poesia del corpo e composizione mobile dello spazio nella danza di Loïe Fuller, in S. Carandini (a cura di), L’astrazione danzata. Le arti del primo Novecento e lo spettacolo di danza, in «Ricerche di Storia dell’Arte», n. 84, 1996, pp. 5-18.

Andrea Cawelti, The Stage as a Well-Designed House: Frederick Kiesler's Ideal Theatre, in «Biblion» (The Bulletin of the New York Public Library), 3, n. 1 (Fall 1994), 111-139.

D. Gavrilovich, Nel segno del colore e del corpo. Il regista-scenografo Aleksandr Golovin. Sperimentazione e riforma nella scena russa dal 1878 al 1917, UniversItalia, Roma 2011, pp. 56-63; 117-121; 264-275.

D. Gavrilovich, Aleksandr Širaev e lo studio del movimento. Dalla danza all’invenzione del filmato d’animazione con marionette, in Trame di meravigliaStudi in onore di Silvia Carandini, a cura di P. Bertolone, A. Corea, D. Gavrilovich, Universitalia, Roma 2017, pp. 179-190.

J. Hahl Koch, Kandinsky, Fabbri, Milano 1993, pp. 303-307.

F. Mancini, L’evoluzione dello spazio scenico. Dal naturalismo al teatro epico, Dedalo ed., Bari 1975, pp. 197-201.

SITOGRAFIA da consultare:

https://www.youtube.com/watch?v=s61KGyYZSRo FULLER Violetta di parma (1896)

https://www.youtube.com/watch?v=TT45Jq2CT5c  FULLER Danza del fuoco (1905)

http://www.thedramateacher.com/erwin-piscator-multimedia-pioneer-for-the-theatre/

https://www.youtube.com/watch?v=i91adtvT2Ps Širaev e lo studio del movimento

https://www.youtube.com/watch?v=ZnFy8mDSmRI Širaev e l’animazione

http://www.arte.rai.it/articoli-programma-puntate/quadri-duna-esposizione/22233/default.aspx Kandinsky,

Quadri di un’esposizione

https://vimeo.com/59497126 Piscator-Gropius, Total Theatre

For non-attendees, it is advisable to contact the teacher to agree a text in addition to the above.

Anno Accademico: 
2018-2019
Insegnato a: 
Carico didattico a: 
Ore: 
30
CFU: 
6
Semestre: 
Secondo semestre